ANCYLOSTOMIASI
Ciclo vitale Clinica Diagnosi Terapia
E’ l’elmintiasi più comune dopo l’ascaridiasi (1.3 miliardi di persone affette). Ha una distribuzione ubiquitaria, con predilezione per i climi tropicali e subtropicali.
Due specie infestano l’uomo: Ancylostoma duodenale e Necator americanus. Ambedue sono presenti in Africa, Asia e America; il primo è l’unica specie trovata nel sud Europa, nel nord Africa e nel Medio Oriente; il secondo predomina nell’Africa subsahariana, in America e in Australia.
Il verme adulto è lungo circa 1 cm. Le uova vengono eliminate con le feci, in suolo umido e caldo danno origine in 24 ore alla larva rabditoide (non infettante), che si trasforma nello stadio infettante (larva filarioide) nel giro di una settimana. Le larve filarioidi rimangono vitali nel terreno per settimane o mesi, ed infettano l’uomo penetrando la cute integra (le larve di A. duodenale, se ingerite, possono stabilirsi direttamente nell’intestino). Seguono il passaggio attraverso il circolo linfatico e venoso fino ai polmoni, la migrazione attraverso gli alveoli verso l’epiglottide e infine il raggiungimento dell’intestino tenue, dove le larve completano la maturazione in 3-5 settimane e cominciano a deporre le uova. I vermi adulti si attaccano alla mucosa del tenue per mezzo della parte anteriore dotata di denti o placche taglienti e succhiano il sangue dell’ospite. Ogni N. americanus consuma circa 0.05 ml/die di sangue, mentre A. duodenale ne preleva una quantità 4-5 volte superiore: la persona affetta può perdere fino a 100 ml di sangue al giorno.
I sintomi possono presentarsi al momento della penetrazione cutanea (formazione di papule pruriginose), durante la migrazione polmonare (con un quadro simile a quello causato dall’Ascaris, ma più lieve), o essere conseguenti alle perdite ematiche (o, nei casi più gravi, proteiche) intestinali, con sviluppo di anemia sideropenica. A volte possono aversi sintomi dispeptici.
Si basa sul riscontro delle caratteristiche uova nelle feci all’esame microscopico diretto. Per fare diagnosi di specie si effettua la coltura fecale (secondo la tecnica di Harada -Mori) che permette la crescita e il riconoscimento delle larve infettanti. La ricerca di sangue occulto nelle feci risulta sempre positiva. L’eosinofilia è presente solo in fase precoce. L’albuminemia può essere ridotta nelle infestazioni gravi.
Come per l’ascaridiasi, sono efficaci il mebendazolo, l’albendazolo, il levamisolo e il pyrantel. Possono essere necessari più cicli terapeutici. E’ importante inoltre la correzione dell’anemia sideropenica.
