GIARDIASI
Ciclo vitale Clinica Diagnosi Terapia
In Italia alcuni casi si possono ancora rinvenire, soprattutto nelle comunità di bambini e di ritardati mentali, dove la trasmissione è favorita dal contatto diretto o dall’uso comune di oggetti e ambienti facilemente contaminabili (servizi igienici).
Giardia Lamblia (G. intestinalis) è un protozoo flagellato. Nello stadio trofozoitico è un organismo piriforme, appiattito, del diametro di 15 x 9 micron, dotato di quattro paia di flagelli per la locomozione e di un disco sulla superficie ventrale mediante il quale si attacca alla mucosa del duodeno e del digiuno. Si moltiplica nell'intestino per fissione binaria. Staccatisi dalla mucosa e trascinati lungo il tubo digerente, i trofozoiti si trasformano in cisti ovali, a 4 nuclei, che vengono eliminate con le feci e sono immediatamente infettanti. Le cisti sopravvivono per diverse settimane in ambiente esterno, anche in condizioni di temperatura avverse (da 0° a 50°C) e in acqua, dove resistono alla clorazione. Sono invece eliminate dalla bollitura e da un'efficace filtrazione. La trasmissione è interumana, per via feco-orale, tramite l'ingestione delle cisti che nel tratto gastrointestinale superiore liberano i trofozoiti.
I sintomi solitamente si sviluppano a 2-6 settimane di distanza dall'ingestione delle cisti. L'infezione è più frequentemente sintomatica nei bambini che negli adulti, o comunque al primo contatto con il parassita (a tutte le età nelle aree a bassa endemia). Il sintomo principale è la diarrea, ad esordio subacuto -talvolta acuto- che continua per settimane o mesi in assenza di trattamento, ed è caratterizzata da 3-8 evacuazioni al giorno di feci pallide, di odore fetido, senza sangue o muco, associate a flatulenza, dolori addominali crampiformi e distensione addominale. In stadio avanzato può esserci anoressia, vomito, e calo ponderale (in particolare in bambini già malnutriti). Il malassorbimento sembra dovuto all'ostacolo meccanico frapposto dai numerosi parassiti aderenti alla mucosa al passaggio dei nutrienti.
La diagnosi si basa sulla ricerca dei trofozoiti (presenti soprattutto in corso di diarrea) o delle cisti nelle feci dopo concentrazione. I trofozoiti si possono anche rinvenire nell'aspirato duodenale o usando l'Enterotest. Da alcuni anni è disponibile una metodica di ricerca dell’antigene su feci (in ELISA o in IF diretta). Per l’elevata diffusibilità della Giardia, è importante sottoporre anche i familiari del soggetto affetto a controllo parassitologico.
Il trattamento è costituito dal metronidazolo (15 mg/kg/die in 3 dosi per 5-10 giorni) o dal tinidazolo (50 mg/kg in singola dose). Anche l’albendazolo per 5 giorni si è dimostrato efficace.
