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Tropical Ped

 


GIARDIASI

Ciclo vitale  Clinica  Diagnosi  Terapia


E' una parassitosi ubiquitaria, colpisce il 2% della popolazione mondiale, in particolare l'età pediatrica, ed è favorita da condizioni igieniche precarie. I serbatoi maggiori in Europa sono costituiti dall’Est europeo e dall’area mediterranea. Vari focolai epidemici sono stati segnalati in passato in turisti statunitensi dopo un viaggio in Unione Sovietica; si sono verificate inoltre diverse epidemie negli USA, nell’ex-URSS, in Giappone e nel bacino mediterraneo in seguito a contaminazione dell’acqua potabile da parte delle acque luride; fra queste, è rimasta famosa un’epidemia avvenuta in una stazione sciistica del Colorado nel 1966. E’ quindi chiaro che la malattia può svilupparsi anche in regioni a clima temperato, grazie alla notevole resistenza delle cisti.
In Italia alcuni casi si possono ancora rinvenire, soprattutto nelle comunità di bambini e di ritardati mentali, dove la trasmissione è favorita dal contatto diretto o dall’uso comune di oggetti e ambienti facilemente contaminabili (servizi igienici).



^  Ciclo Vitale

     Giardia Lamblia (G. intestinalis) è un protozoo flagellato. Nello stadio trofozoitico è un organismo piriforme, appiattito, del diametro di 15 x 9 micron, dotato di quattro paia di flagelli per la locomozione e di un disco sulla superficie ventrale mediante il quale si attacca alla mucosa del duodeno e del digiuno. Si moltiplica nell'intestino per fissione binaria. Staccatisi dalla mucosa e trascinati lungo il tubo digerente, i trofozoiti si trasformano in cisti ovali, a 4 nuclei, che vengono eliminate con le feci e sono immediatamente infettanti. Le cisti sopravvivono per diverse settimane in ambiente esterno, anche in condizioni di temperatura avverse (da 0° a 50°C) e in acqua, dove resistono alla clorazione.      Sono invece eliminate dalla bollitura e da un'efficace filtrazione.      La trasmissione è interumana, per via feco-orale, tramite l'ingestione delle cisti che nel tratto gastrointestinale superiore liberano i trofozoiti.



^  Clinica

     I sintomi solitamente si sviluppano a 2-6 settimane di distanza dall'ingestione delle cisti. L'infezione è più frequentemente sintomatica nei bambini che negli adulti, o comunque al primo contatto con il parassita (a tutte le età nelle aree a bassa endemia).      Il sintomo principale è la diarrea, ad esordio subacuto -talvolta acuto- che continua per settimane o mesi in assenza di trattamento, ed è caratterizzata da 3-8 evacuazioni al giorno di feci pallide, di odore fetido, senza sangue o muco, associate a flatulenza, dolori addominali crampiformi e distensione addominale. In stadio avanzato può esserci anoressia, vomito, e calo ponderale (in particolare in bambini già malnutriti). Il malassorbimento sembra dovuto all'ostacolo meccanico frapposto dai numerosi parassiti aderenti alla mucosa al passaggio dei nutrienti.



^  Diagnosi

     La diagnosi si basa sulla ricerca dei trofozoiti (presenti soprattutto in corso di diarrea) o delle cisti nelle feci dopo concentrazione. I trofozoiti si possono anche rinvenire nell'aspirato duodenale o usando l'Enterotest. Da alcuni anni è disponibile una metodica di ricerca dell’antigene su feci (in ELISA o in IF diretta).      Per l’elevata diffusibilità della Giardia, è importante sottoporre anche i familiari del soggetto affetto a controllo parassitologico.



^  Terapia

     Il trattamento è costituito dal metronidazolo (15 mg/kg/die in 3 dosi per 5-10 giorni) o dal tinidazolo (50 mg/kg in singola dose). Anche l’albendazolo per 5 giorni si è dimostrato efficace.



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