HYMENOLEPIASI
Ciclo vitale Clinica Diagnosi Terapia
L’Hymenolepis
nana è un cestode della lunghezza di 1.5-4 cm. Le uova,
eliminate con le feci, sono immediatamente infettanti, e possono
sopravvivere in ambiente esterno per più di 10 giorni.
Quando vengono ingerite, si libera
nell’intestino tenue l’embrione esacanto, che penetra
nei villi intestinali e si trasforma prima in larva cisticercoide,
poi nel verme adulto; quest’ultimo, adeso alla mucosa tramite
lo scolice, produce proglottidi gravidiche contenenti le uova,
rilasciandole poi nelle feci. E’ possibile anche un processo
di autoinfestazione interna, quando le uova liberano l’embrione
esacanto già nell’intestino; in questo modo l’infestazione
può persistere per anni, sebbene il verme adulto viva da
4 a 6 settimane. Una via di trasmissione
meno frequente prevede l’ingestione da parte dell’uomo
di un ospite intermedio (un artropode), in cui si sviluppa la
larva cisticercoide. I roditori costituiscono un serbatoio per
l’hymenolepiasi.
L’infestazione
è nella maggior parte dei casi asintomatica. Se numericamente
ingente, può provocare dolori addominali, meteorismo, diarrea,
anoressia; può causare inoltre sintomi generali (irritabilità,
insonnia, cefalea) e manifestazioni cutanee di tipo allergico
(orticaria).
Si
basa sul reperto di uova (più raramente proglottidi) nelle
feci.
Si utilizza la niclosamide per una settimana (500 mg sotto i 2 anni; 1 g tra 2 e 6 anni; 2 g sopra i 6 anni il primo giorno; poi metà dose per altri 6 giorni) oppure il praziquantel in singola dose (25 mg/kg).
