logo

Tropical Ped

 


SCHISTOSOMIASI

Ciclo vitale  Clinica  Diagnosi  Terapia


In termini di impatto sulla salute pubblica, è la più importante malattia tropicale dopo la malaria. E' diffusa esclusivamente in paesi tropicali e subtropicali, contando circa 200 milioni di casi all'anno. L'infestazione è più frequente nei bambini di età scolare, che trascorrono molto tempo a contatto con l’acqua per motivi ricreativi.




     Tre specie principali interessano l'uomo:
1) Schistosoma haematobium (schistosomiasi urinaria), diffuso nel continente africano e in Medio Oriente.
2) Schistosoma mansoni (schistosomiasi intestinale), endemico in Africa e in America Latina (dove è l'unica specie presente).
3) Schistosoma japonicum (schistosomiasi intestinale), limitato alla regione del Pacifico, incluse Cina e Filippine.
     Esistono poi due specie minori a distribuzione geografica limitata (S. intercalatum, presente in Africa centro-occidentale, e S. mekongi, rinvenuto in Laos e in Cambogia).
(figura distribuzione)



^  Ciclo Vitale

     Lo schistosoma appartiene alla classe dei trematodi; da adulto è lungo 1-2 cm.
     La vita media è di 3-5 anni, ma può raggiungere anche i 30 anni.
     Le caratteristiche biologiche e il ciclo vitale sono simili per tutte le specie di schistosoma. Le uova vengono rilasciate nelle venule terminali del plesso mesenterico (S. mansoni, S. japonicum) o del plesso vescicale (S. haematobium), attraversano le pareti dei vasi e dei visceri fino ad essere eliminate nell'ambiente - rispettivamente con le feci e con le urine. In acqua dolce le uova si schiudono dando origine al miracidio, che si muove alla ricerca dell'ospite intermedio, un mollusco (diverso per ogni specie di schistosoma). Dopo qualche settimana di replicazione asessuata nel mollusco, si liberano nell'acqua le forme infettanti per l'uomo (cercarie), capaci di penetrare la cute umana intatta. Per via ematica, attraverso il cuore destro e i polmoni, le schistosomule (ulteriore stadio di trasformazione) giungono al fegato. Nelle vene portali intraepatiche maturano i vermi adulti, che dopo essersi accoppiati risalgono la vena porta verso il loro habitat definitivo: le venule mesenteriche (S.mansoni, S.japonicum) o il plesso vescicale (S. haematobium), dove vengono deposte le uova.
     Tra la penetrazione cutanea delle cercarie e l'eliminazione delle uova passano da 4 a 12 settimane. (figura ciclo vitale)



^  Clinica

     Nella sede di penetrazione delle cercarie può comparire un rash papulare pruriginoso. Il quadro clinico iniziale compare in genere dopo quattro settimane o più dalla prima infezione, in particolare nei soggetti di razza bianca o comunque nei visitatori, mentre è raro nei residenti in aree endemiche (è possibile che una forma di tolleranza immunitaria si sviluppi già in utero). Si tratta della cosiddetta "febbre di Katayama", a risoluzione spontanea, che si manifesta con febbre, orticaria, diarrea, epatosplenomegalia, tosse, cachessia ed ipereosinofilia, ed è verosimilmente una malattia da immunocomplessi.
     L'eliminazione delle uova può causare ematuria terminale (S. haematobium) o diarrea con modeste perdite ematiche e conseguente anemia sideropenica (S. mansoni e S. japonicum).
     Tuttavia il danno più grave per l'ospite dipende dalla formazione di granulomi ad evoluzione fibrotica e calcifica attorno alle uova ritenute nei tessuti.
     Nel caso dello S. haematobium è possibile rinvenire nella mucosa vescicale o degli ureteri dei granulomi, detti pseudopapillomi, che possono dar luogo ad un'uropatia ostruttiva precoce, reversibile dopo trattamento efficace. A lungo termine può invece svilupparsi un'uropatia ostruttiva irreversibile da stenosi fibrosa degli ureteri, una ridotta capacità vescicale dovuta a ispessimento e calcificazione della parete; è inoltre aumentato il rischio di carcinoma squamoso della vescica. Nelle infestazioni più intense e di più lunga durata può anche verificarsi l'embolizzazione di uova dalle vene pelviche al polmone attraverso la vena cava inferiore, con ostruzione delle arteriole polmonari da parte dei granulomi e possibile esito in ipertensione polmonare, ipertrofia ventricolare destra e insufficienza cardiaca congestizia.
     Per quanto riguarda lo S. mansoni, l'infestazione è in genere paucisintomatica (anemia sideropenica, epatomegalia). Solo nei casi più gravi si formano a livello della mucosa del colon degli pseudopolipi, che possono ulcerarsi e sanguinare, causando dissenteria. Nelle infestazioni di lunga durata si verifica un caratteristico interessamento epatico, dovuto all'embolizzazione di uova attraverso la vena porta, che esita in un quadro di ipertensione portale con epatosplenomegalia e varici esofagee, mentre i test di funzione epatocellulare solitamente rimangono normali a lungo.
     Talora i vermi adulti si localizzano in sedi ectopiche (plesso venoso perivertebrale, vene corticali cerebrali) con possibili gravi effetti neurologici. La localizzazione cerebrale è frequente nelle infestazioni da S. japonicum.
     Alla schistosomiasi si associano tipicamente infezioni da salmonella difficilmente eradicabili, se non dopo trattamento antiparassitario, per un effetto protettivo degli schistosomi nei confronti delle salmonelle.



^  Diagnosi

     La diagnosi si basa essenzialmente sulla dimostrazione di uova vitali nelle urine dopo sedimentazione o filtrazione (S. haematobium), o nelle feci con tecnica di concentrazione (S. mansoni, S. japonicum). La sierologia è di scarsa utilita’ perche’ non distingue fra infezione recente o passata ed è poco specie-specifica.



^  Terapia

     E' giustificata solo nelle infestazioni attive, in cui l’esame parassitologico dimostri la presenza di uova vitali. Possono essere necessari diversi cicli di trattamento per ottenere l’eradicazione del parassita.
     Il praziquantel è il farmaco più efficace e con minor tossicità, attivo su tutte le specie di schistosoma (40 mg/kg in singola dose per S. haematobium e S. mansoni ; 60 mg/kg diviso in due dosi per S. japonicum).
     In alternativa si possono utilizzare il metrifonato (solo per S. haematobium) o l'oxamniquina (solo per S. mansoni, meno efficace nei bambini).



I Contatti | Mappa Sito| Bibliografia | ©2003 Riviello Cristina