TENIASI CISTICERCOSI
Ciclo vitale Clinica Diagnosi Terapia
La Taenia solium è un platielminta
appartenente alla classe dei cestodi, che allo stadio larvale
infesta solitamente il maiale (ospite intermedio), ma ha la
caratteristica di potersi incistare anche nei tessuti umani,
causando la cisticercosi, mentre il verme adulto si trova nell’intestino
tenue dell’uomo (ospite definitivo), causando la teniasi.
La distribuzione geografica è ubiquitaria, interessando
in particolare le regioni dove l'uomo vive a stretto contatto
con il maiale e ne consuma le carni crude o poco cotte; per
questo motivo è una parassitosi molto rara nei paesi
musulmani. In alcune parti del mondo, come in America centrale
e in Asia sud-orientale, la cisticercosi è una causa
importante di epilessia.
L’uomo
si infesta in due modi:
1) mangiando carne cruda o poco cotta di maiale contenente i
cisticerchi (forma larvale), che, giunti nell’intestino
tenue, in circa 3 mesi danno origine al verme adulto: questa
modalità di trasmissione porta alla teniasi. Il verme
adulto, adeso alla mucosa tramite l’estremità cefalica
(scolice), genera nuovi segmenti (proglottidi), fino ad una
lunghezza di 2-8 m. Nelle proglottidi situate in zona caudale
(proglottidi gravidiche) si sviluppano le uova fecondate; quando
matura, la proglottide si stacca dalla catena e viene eliminata
con le feci; le uova rilasciate nel terreno sopravvivono anche
per mesi e, se ingerite dai maiali o dall'uomo danno origine
alle oncosfere che, superata la parete intestinale, si incistano
nei muscoli e in altri tessuti producendo i cisticerchi.
2) ingerendo uova eliminate con le feci di un soggetto affetto
da teniasi, o per autoinfestazione (assumendo cibo contaminato
dalle proprie feci): con questa modalità si sviluppa
la cisticercosi. I cisticerchi si possono localizzare in diversi
tessuti: sottocute, muscolo striato, cervello, occhio, cuore;
dopo un periodo di tempo variabile vanno incontro a morte e
calcificazione.
La teniasi provoca
solitamente vaghi sintomi addominali.
La cisticercosi può essere
asintomatica nelle forme lievi, coinvolgenti solo il sottocute
o i muscoli: in tal caso possono rinvenirsi piccoli noduli sottocutanei,
o reperirsi casualmente calcificazioni in sede muscolare in
corso di esame radiologico. La localizzazione più importante
è quella cerebrale (neurocisticercosi): si manifesta
con crisi epilettiche (di ogni tipo) o sintomi neurologici focali,
in genere a distanza di 3 o più anni dall'infestazione.
Di solito la sintomatologia critica dura indefinitamente, anche
se può andare incontro a remissione spontanea. Sintomi
gravi possono essere causati anche da rare localizzazioni oculari
o cardiache.
Il riscontro
di proglottidi mature o di uova all'esame macro- o microscopico
delle feci (o, per le uova, più facilmente allo scotch
test) pone diagnosi di teniasi. Per differenziare la Taenia
solium dalla Taenia saginata è essenziale visualizzare
le proglottidi.
Per la cisticercosi, la diagnosi
di certezza si pone con la biopsia di un nodulo; per la diagnosi
presuntiva ci si basa sull'aspetto caratteristico delle calcificazioni
tissutali all'esame radiologico o delle lesioni cerebrali alla
RMN encefalo, associato possibilimente ad eosinofilia ed alla
positività della sierologia specifica (EIA e Western
blot).
La
niclosamide in singola dose (500 mg sotto i 2 anni; 1 g tra 2
e 6 anni; 2 g sopra i 6 anni) è il trattamento di scelta
per la teniasi. Solitamente si associa un antiemetico (un'ora
prima) e un purgante salino (2 ore dopo) per evitare il rischio,
seppur mai dimostrato, di autoinfestazione con esito in cisticercosi
in seguito al rilascio delle uova nell'intestino dopo la morte
della tenia. In alternativa si possono utilizzare il praziquantel
(10-20 mg/kg in singola dose) o l'albendazolo.
Il trattamento della neurocisticercosi
fino a pochi anni fa era solo sintomatico (terapia anticonvulsivante).
Diversi studi hanno in seguito dimostrato che il praziquantel
(50 mg/kg in 3 dosi giornaliere per 21 giorni) e l'albendazolo
(15 mg/kg in 3 dosi per 28 giorni) possono indurre remissione
dei sintomi e regressione radiologica delle cisti. Per evitare
gli effetti di una possibile reazione infiammatoria intorno alla
cisti dopo trattamento si usa associare uno steroide come antiedemigeno
nei primi giorni di terapia.
